Il voto disgiunto è sulla bocca di molti in queste ore di chiamata alle urne. Per i candidati sindaco può rappresentare speranza o essere un problema.
Nei comuni superiori ai 15mila abitanti (quindi Pinerolo) agli elettori è data la possibilità di fare il voto disgiunto; ovvero votare un candidato/a sindaco e allo stesso tempo mettere una X su di una lista che non lo sostiene. Si tratta di una scelta politica consapevole e precisa: e ha lo scopo di spingere la presenza in Consiglio comunale di una lista senza però approvare la persona del candidato/a sindaco sostenuto dalla lista stessa.
La legge parla chiaro: il sindaco eletto ha il diritto di avere una rappresentanza del 60 per cento dei consiglieri espressi dalla sua coalizione, a prescindere dai voti presi dalle liste.
In sostanza agli elettori è permesso esprimere il voto in tre modi:
- votando solamente un candidato sindaco (croce sul nome)
- votando solamente una lista (croce sul simbolo) ma in questo caso il voto va anche direttamente al candidato sindaco sostenuto dalla lista votata.
- votando con il voto disgiunto, croce su un candidato/a e croce sua una lista di un'altra coalizione.
Nel caso di voto ad una lista si possono esprimere fino a due preferenze, nel caso di doppia preferenza è però obbligatorio mettere il nome di un maschio e di una femmina. È anche obbligatorio mettere le preferenze solamente dei candidati consiglieri di una lista, non si possono esprimere preferenze provenienti da liste differenti, pena l'annullamento del voto.